Pubblicato il 7 marzo

Coding: perché la programmazione è entrata nelle scuole.

Il coding, una risorsa per le scuole.

Coding tradotto in italiano vuol dire “programmazione”, ossia l’impartire ordini a un computer tramite, appunto, dei codici di programmazione. Il coding, un tempo esclusivo appannaggio delle aziende informatiche, negli ultimi anni è entrato nelle aule scolastiche. E niente meno che in quelle delle scuole elementari e materne. Perché la programmazione informatica non solo è alla portata dei bambini, ma addirittura adottata come risorsa didattica. E questo non per farne dei piccoli informatici, ma per allenarne le capacità di pensiero computazionale, ossia il saper analizzare i problemi e risolverli con la logica.

Le principali piattaforme di coding.

“Coding”, “pensiero computazionale”: concetti apparentemente “difficili” ma che è possibile trasmettere ai bambini attraverso il gioco. E le piattaforme online che mettono a disposizione i giochi di coding per le scolaresche non mancano. Si passa dai portali per bambini dai 5 ai 7 anni come Scratch jr a siti come Scratch e Code.org, per gli alunni dagli 8 anni in poi.

Scendiamo tuttavia nel dettaglio ed esaminiamo queste piattaforme una per una.

Scratch

Scratch è un linguaggio di programmazione nato dalla sinergia fra l’Eliot-Pearson Department of Child Study and Human Development della Tuft University, in Massachusetts, e il Lifelong Kindergarten Group dei Media Lab del MIT. Insomma, Scratch nasce da ricerche congiunte nei campi della didattica e dell’informatica. Il suo scopo è quello di stimolare nei bambini le capacità di logica e risoluzione dei problemi, il tutto tramite giochi, programmazioni di storie, risoluzione di enigmi (tipo l’aiutare un personaggio a uscire da un labirinto). Far vivere al personaggio avventure ed enigmi insegnerà ai bambini il problem solving e il progettare.

Una piccola precisazione: Scratch non ha lo scopo di formare dei futuri programmatori. I piccoli utenti non scriveranno mai di fatto delle righe di codice ma costruiranno le loro storie e risolveranno problemi tramite la programmazione visuale. Essa permette agli utenti di manipolare l’ambiente selezionando degli elementi (gli sprites) sotto lo schermo (o stage area). Ad ogni sprite verrà associato un blocco di codice che ne determinerà un cambiamento.

Code.org

Code.org mette a disposizione dei principianti, del tutto estranei al pensiero computazionale, l’Ora del Codice. Essa può essere svolta con carta e penna oppure con lezioni tecnologiche a tema “Star Wars”, “Frozen” o “Minecraft”. A seguire una carrellata di giochi con cui i piccoli utenti, risolvendo indovinelli o creando storie con blocchi di codice, allenano le loro capacità di problem solving e logica. Anch’essi, naturalmente, seguono lo stesso modello di programmazione visuale di Scratch, nei quali a ogni oggetto si associa un blocco di codice che ne determina il cambiamento (ad esempio uno spostamento sullo schermo).

Tynker

Piattaforma di coding per utenti dai 7 ai 14 anni, a cui offre una carrellata di giochi interattivi. Alla base di tali giochi c’è una tecnologia già nota: la programmazione visuale. Oltre ai classici esercizi di coding, in cui l’utente può divertirsi a manipolare lo scenario del suo personaggio abbinando oggetti e blocchi di codice, ci sono anche puzzles. Tynker permette anche ai genitori e insegnanti degli utenti di creare degli account per monitorare i progressi dei ragazzi.

 

 

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